L’ultima rilevazione settimanale sull’opinione pubblica italiana condotta per Affaritaliani.it (rilevazione n.313, periodo 24-30 luglio 2026) restituisce una fotografia della fiducia verso i ministri del Governo che conferma alcune tendenze ormai consolidate e ne fa emergere altre di segno particolarmente interessante.
Il dato che più colpisce è la conferma di Marina Calderone al primo posto della graduatoria. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali raccoglie il 52,7% di fiducia tra chi dichiara di conoscerla, in ulteriore crescita rispetto alla rilevazione di gennaio e con un margine di quasi due punti sulla seconda classificata. Non si tratta di un episodio isolato: Calderone occupava la prima posizione anche nella precedente rilevazione, a conferma di una leadership che appare tutt’altro che congiunturale. È il segno di una percezione ormai sedimentata nell’opinione pubblica: quella di un ministro tecnico, misurato, capace di presidiare dossier delicati – lavoro, pensioni, politiche sociali – senza esporsi a polemiche, e di tradurre questo profilo di credibilità in un consenso stabile e crescente.
Alle sue spalle, il dato più significativo della rilevazione riguarda l’avanzamento di Anna Maria Bernini, che sale al secondo posto con il 50,8% e un incremento rispetto a gennaio. Il ministro dell’Università e della Ricerca conferma un trend di crescita che si consolida rilevazione dopo rilevazione, complice probabilmente una comunicazione istituzionale efficace sui temi della ricerca e dell’alta formazione, terreno su cui l’opinione pubblica italiana mostra una sensibilità crescente.
Da segnalare, in terza posizione, il buon posizionamento di Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica), che con il 50,7% conferma la posizione già occupata a gennaio, collocandosi stabilmente sul podio. In un contesto in cui diversi colleghi di Governo perdono terreno, mantenere un piazzamento tra i primi tre è di per sé un risultato politicamente rilevante: significa essere riusciti a consolidare – e non solo a costruire – la fiducia dei cittadini su un dossier, quello energetico e ambientale, tra i più esposti alle oscillazioni dell’attualità internazionale.
Merita infine attenzione il progresso di Orazio Schillaci, ministro della Salute, che sale al quinto posto a pari merito con il 50,5% e mette a segno un incremento rispetto alla scorsa rilevazione. Si tratta di un segnale non scontato: la fiducia verso i ministri della Salute è spesso esposta alla stagionalità dei temi sanitari e alle polemiche di cronaca; il fatto che Schillaci cresca nel pieno dell’estate va letto come un indicatore di solidità del suo posizionamento presso l’opinione pubblica.
Nel complesso, la fotografia di questa Top Ten conferma un dato strutturale già osservato nelle rilevazioni precedenti: la fiducia verso i ministri “di gestione” – Lavoro, Università, Ambiente, Salute – tende a mantenersi su livelli più stabili rispetto a quella riservata ai titolari dei dicasteri più esposti al dibattito politico-mediatico quotidiano. Il ristretto range che separa il primo classificato (52,7%) dal decimo (49,9%) – poco meno di tre punti percentuali – segnala inoltre un impianto di governo percepito come sostanzialmente coeso, dove le differenze di gradimento riflettono più la capacità comunicativa e la gestione del proprio dossier che non tensioni interne alla maggioranza. Resta da vedere se questi trend troveranno conferma nella prossima rilevazione, a fine agosto, poco prima della ripresa dell’attività politica e parlamentare.
Prof. Roberto Baldassari
Direttore Generale
Istituto demoscopico LAB21







